Scuro Moltamorte e Soggetto Intelligente tornano su YouTube con il secondo video sulla Bianchite: guardatelo, per scoprire come è possibile guarire da questo morbo tipico del terzo millennio!
Scuro Moltamorte, l’inquietante personaggio uscito dal libro La barba magica di Natale di Simone Fornara e Mario Gamba, che si definisce uno “schifosissimo missionario della narrazione”, ha inaugurato il suo canale YouTube con un filmato in cui spiega che cos’è la bianchite.
Per farlo, ha sottoposto un tizio, tale Soggetto Intelligente, a un esperimento scientifico assai pericoloso…
Per saperene di più, non vi resta che guardare il filmato e attendere la puntata successiva.
Il 10 gennaio 2016 Giocare con le parole è andato in onda su Rai Radio 3, nella trasmissione di Giuseppe Antonelli «La lingua batte», grazie alla presenza, come ospite, di Francesco Giudici.
L’intera puntata è stata dedicata ai giochi linguistici, e ha parlato anche il “padre” della ludolinguistica accademica, cioè Anthony Mollica.
Francesco Giudici ha descritto l’impostazione del libro e ha fornito qualche esempio delle attività da noi proposte, impreziosendo il tutto con qualche divertente aneddoto.
Si può ascoltare in podcast la trasmissione cliccando qui (l’intervento di Francesco Giudici si trova dal minuto 18 al 25).
Il dettato è una delle pratiche didattiche più resistenti nella scuola primaria di lingua italiana. Oggi, come ieri, la maggior parte dei docenti detta; è un dato di fatto. Ma i pareri circa l’utilità del dettato sono anche molto discordanti. E a volte manca una vera consapevolezza riguardo al suo utilizzo.
Già, a che cosa serve il dettato? Molti pensano che serva a imparare a scrivere; molti altri a imparare l’ortografia; qualcuno pensa che non serva a niente di tutto ciò, e che in fin dei conti sia soltanto una tortura alla quale vengono sottoposti milioni di bambini, senza possibilità di scampo.
E allora, di fronte a questi dubbi, a questi pareri discordanti, la cosa migliore da fare è mettersi a studiare vizi e virtù di questa pratica didattica in modo rigoroso e scientifico, per sgombrare il campo da equivoci e luoghi comuni. Come ha fatto Elisa Farina, insegnante di sostegno nella Scuola primaria che ha conseguito il dottorato in Scienze della Formazione e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ateneo presso il quale collabora. I risultati della sua lunga ricerca sono illustrati nel volume Il dettato nella scuola primaria. Analisi di una pratica di insegnamento, edito dalla FrancoAngeli nel 2014. Una lettura obbligata per ogni docente di scuola primaria.
Che cosa ci dice Elisa Farina, nel suo lavoro? Tante e utili cose, a partire da ciò che avviene in classe quando si detta: ad esempio, che cosa fanno i bambini, che cosa fanno i docenti, in che modo dettano, in che modo danno “istruzioni” (consapevolmente o inconsapevolmente) agli allievi, e quali effetti hanno queste istruzioni sui bambini stessi. E, di conseguenza, ci dice quali regolazioni andrebbero messe in pratica perché il dettato serva davvero a qualcosa.
La mia opinione è sostanzialmente in linea con quella di Elisa Farina, soprattutto quando chiarisce che, per essere efficace, il dettato non dovrebbe essere inteso e praticato solo in senso tradizionale, ma in una molteplicità di varianti (molte delle quali descritte nelle pagine del suo libro) molto più coinvolgenti e cariche di senso rispetto alla sola che molti conoscono. Qualche esempio? Dettare brani estratti dai libri di lettura, dettare un riassunto delle cose apprese alla fine della lezione, dettare all’adulto (invertendo i ruoli), dettare (perché no?) la lista delle cose da fare, o della spesa, o le regole di un gioco, o gli ingredienti di una ricetta, dettare di corsa, dettare i compiti, dettare domande da trasformare in affermazioni, e tanto altro ancora…
E sono allineato con lei ancor più quando scrive che l’insegnamento dell’ortografia può trovare la sua piena e migliore realizzazione quando è inserito nel più vasto tema dell’apprendimento della lingua scritta, e in particolare nella fase cruciale della revisione del testo, che da sempre è uno dei processi della scrittura più trascurati a scuola, e che invece andrebbe collocato ai primissimi posti delle preoccupazioni dei docenti.
Per saperne di più, ovviamente, non posso che rinviare alla lettura dell’ottimo libro, concludendo che, a mio parere, il dettato ha ancora ragion d’essere nella scuola primaria del terzo millennio, a patto che sia usato in modo consapevole e in forme e modalità diverse da quella tradizionale, il cui ricorso andrebbe limitato a non troppo insistenti momenti di verifica (sempre che non si detti sillabando o comunque con intonazioni che suggeriscano ai bambini i luoghi di difficoltà).
In questo modo, il dettato può diventare un prezioso alleato per l’apprendimento, liberandosi dalla zavorra che si porta dietro da decenni: quella che lo associa al terrore per l’errore commesso. I bambini che imparano a scrivere devono sapere che si può (e si deve anche) sbagliare, perché solo sbagliando si diventa consapevoli delle mille sfaccettature di questa complicata lingua italiana. In fondo, è ciò che ci ha insegnato Gianni Rodari, con la sua teoria dell’errore creativo: l’errore può essere bello (come la torre di Pisa!).
Lunedì 14 dicembre 2015 Simone Fornara è stato ospite di Antonio Bolzani nella trasmissione radiofonica «La consulenza», andata in onda sulla Rete Uno della RSI.
Il tema di discussione è stato di estrema attualità: l’educazione all’uso consapevole delle nuove tecnologie (in particolare dei videogiochi) e il valore della lettura “tradizionale”, trasmessa dalla buone storie (come i grandi classici di ieri e di oggi della letteratura per ragazzi).
Si è parlato di tutto questo e di altro ancora a partire dal libro di Simone Fornara e Mario Gamba Game Over (Ancona, Raffaello Editrice, 2015).
Cliccando qui è possibile ascoltare l’intera trasmissione.
Dopo l’anteprima assoluta ticinese, ecco che il nuovo libro di Simone Fornara e Mario Gamba, Game Over, arriva sul Lago d’Orta!
L’appuntamento al quale tutti i lettori sono caldamente inviati è per sabato 12 dicembre 2015, alle ore 16, presso la libreria Ubik di Omegna. Un grazie particolare all’organizzatrice, Manuela Bertinato, e a Daniela Rizzo, che condurrà l’incontro, nel quale si parlerà di educazione all’uso delle nuove tecnologie, e in particolare dei videogiochi.
La presentazione, aperta a tutti, alternerà momenti di lettura, indovinelli in rima, suggerimenti didattici e riflessioni sull’importanza di coltivare il piacere di leggere buoni libri anche ai tempi delle console.
Cliccare qui o sull’immagine per scaricare la locandina.
La presentazione sulla stampa:
Il Dipartimento Formazione e Apprendimento della SUPSI è lieto di invitarvi alla presentazione del libro di Luca Cignetti e Simone Fornara Il piacere di scrivere. Guida all’italiano del terzo millennio (Roma, Carocci, 2014), con prefazione di Luca Serianni, un manuale di scrittura che parte dall’analisi delle difficoltà più diffuse dell’italiano di oggi, con ampia esemplificazione tratta dal contesto scolastico ticinese, per elaborare proposte didattiche diverse da quelle tradizionali e adatte a ogni tipo di scrivente.
L’italiano di oggi, infatti, è fonte di dubbi e incertezze per chiunque si appresti a scrivere un testo, dalla scuola dell’obbligo all’università, passando per i contesti professionali e per la vita di tutti i giorni. Lo sanno bene gli studenti, e lo sanno molto bene anche i docenti, che si trovano spesso nella condizione di chi non sa da dove iniziare per aiutare gli allievi a recuperare e sviluppare competenze ancora non ben padroneggiate.
La serata sarà l’occasione per passare in rassegna alcuni dei nodi di difficoltà più diffusi nella scrittura di oggi (dall’ortografia alla pianificazione del testo, dalla punteggiatura alla revisione, dalla stesura dei capoversi alle scelte lessicali), e per illustrare alcuni principi operativi e alcune proposte concrete.
Un’attenzione particolare sarà data alla didattica della scrittura nel contesto scolastico ticinese, grazie anche alla presenza di Daniele Dell’Agnola, docente di scuola media, formatore al DFA e scrittore, e di Alessandra Moretti, docente nelle scuole medie superiori ed esperta di italiano per la scuola media, che dialogheranno con gli autori alla luce della loro pluriennale esperienza.
La presentazione si svolgerà presso il Dipartimento Formazione e Apprendimento della supsi di Locarno, in Sala conferenze, mercoledì 9 dicembre 2015 alle ore 17.
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L’incontro sui quotidiani ticinesi:
Mercoledì 2 dicembre 2015, sul «Corriere del Ticino», è uscita un’intervista a Simone Fornara realizzata da Luca Cignetti sul libro Game Over (Ancona, Raffaello Editrice, 2015), scritto insieme a Mario Gamba.
Ecco un breve estratto dell’intervista, in cui si parla della malattia del protagonista del libro, la bianchite:
Il protagonista della storia gioca così tanto che si ammala di bianchite, cioè perde l’uso della parola. Ma è davvero una malattia solo immaginaria?
La bianchite cancella le parole, il pensiero, la realtà; tutto si svuota, diventa lattiginoso e inconsistente. Ovviamente nel libro calchiamo un po’ la mano, ma l’esagerazione caricaturale è solo un modo per mettere in guardia dall’impoverimento linguistico e grammaticale che minaccia la nostra epoca, e che purtroppo è reale. Magari fosse solo immaginario! Oltretutto l’impoverimento del linguaggio è solo il segno esteriore di un impoverimento più profondo e radicale: quello del pensiero. Se restiamo incollati alla sedia, davanti a un teleschermo, e rinunciamo a parlare con gli altri, il nostro pensiero si atrofizza. Lo stesso avviene se il centro della nostra vita diventa lo smartphone.
Vuoi saperne di più? Cliccando qui o sull’immagine è possibile leggere l’intera intervista.
La Direzione delle Scuole Comunali di Ascona è lieta di invitarvi alla presentazione del nuovo libro di Simone Fornara e Mario Gamba, Game Over (Raffaello Editrice, 2015),
la storia di un bambino che gioca così tanto ai videogiochi da perdere la parola, ma che viene salvato dal potere delle narrazioni.
Tra letture, indovinelli in rima e suggerimenti didattici, la serata (aperta a tutti) sarà l’occasione per riflettere sull’educazione a un uso consapevole delle nuove tecnologie e sull’importanza di coltivare il piacere di leggere buoni libri anche ai tempi delle console.
Si tratta della prima presentazione assoluta del libro!
Appuntamento giovedì 3 dicembre 2015, alle ore 17.30, presso la sala del Consiglio Comunale delle Scuole Comunali di Ascona (Via delle Scuole, 2, 6612 Ascona).
Cliccare qui per scaricare la locandina in formato A4.
L’incontro sui quotidiani ticinesi:
A partire da alcuni spunti presenti nel libro di Simone Fornara e Francesco Giudici Giocare con le parole, ecco una proposta di attività didattica (veloce e di sicura efficacia) per la scuola elementare: una caccia al tesoro con gli anagrammi!
Si tratta di preparare una serie di cartellini con scritta, su ciascuno di essi, una parola o un’espressione ricavata dall’anagramma del nome di un oggetto presente nell’aula scolastica. Ad esempio, astuccio potrebbe diventare ciucasto (se si vogliono creare anagrammi senza senso), oppure, e meglio ancora, acustico (se si vogliono creare parole di senso compiuto); la maestra potrebbe diventare colei che sa trame; la lavagna potrebbe trasformarsi in una innocua valanga, e via di seguito.
Basteranno una decina di cartellini (come quelli che potete scaricare da qui, già pronti per l’uso: basta ritagliarli) da inserire in una busta. Se ne estrae uno, e si chiede ai bambini, suddivisi in tre o quattro squadre, di indovinare l’oggetto in questione, andando ad appenderci sopra, con un po’ di scotch, il cartellino corrispondente.
Variante: preparare quattro buste, contenenti ciascuna gli stessi dieci cartellini, stampati magari su cartoncini di colore diverso (ogni colore identifica una squadra). Vince la squadra che per prima appende il cartellino sull’oggetto giusto. In questo caso, è bene dare lo stesso cartellino a tutte le squadre, stabilendo un tempo limite entro il quale proporre la propria soluzione. Possibile assegnare punti alle squadre (ad esempio, tre punti a chi indovina per primo; un punto alle altre squadre che indovinano comunque la soluzione; zero punti alle squadre che sbagliano).
Noi, alle scuole comunali di Gordola (in Canton Ticino) ci abbiamo provato, con gli allievi delle due terze, ed è stato divertente vedere la maestra aggirarsi per l’aula con appiccicati sulla schiena quattro bigliettini di colore diverso, tutti con la scritta sa trame. Ma ci siamo divertiti anche a mettere in difficoltà i bambini, con l’enigmatico anagramma finta scarpa in lego… che cosa sarà mai?